WIM WENDERS A VILLA PANZA

L’ho conosciuto la prima volta guardando “Lisbon Story” e così mi sono innamorata di lui: Wim Wenders.

Wim Wenders America

Wim Wenders, America, Four Corners, in California, 1986

Certo era facile che mi avesse conquistato con il film che aveva come soggetto “a cidade branca” in cui ho vissuto; che con la sua luce, i suoi odori, i suoi colori aveva catturato ogni mio interesse. Ma dopo è stata la volta di “Tokio-ga”: sono riuscita a vederlo tutto di fila senza addormentarmi (e chi mi conosce, sa che non è facile per me) nonostante i dialoghi in giapponese; e poi ancora “Il cielo sopra Berlino” quasi interamente girato in bianco e nero, in cui racconta la storia attraverso gli occhi di un angelo. E così via, uno dopo l’altro i suoi film (e devo ancora vederne molti) mi hanno catturato. Non potevo proprio perdermi la mostra che in questi giorni si sta svolgendo in una villa del Fai nei pressi di Varese, Villa Panza.

Wim Wenders Butte

W.Wenders, Blue Range, Butte, Montana, 2000

“Quando tutto è stato lasciato, abbandonato, Butte è diventata la città fantasma più grande del pianeta.”

Non sono un’esperta di fotografia e cinema, ma l’amore di Wim Wenders per l’architettura insieme a quello per il paesaggio hanno fatto sì che io mi interessasi di questo regista. Il modo in cui utilizza la luce, la scelta dei soggetti, la predilezione per i luoghi abbandonati, sono solo alcune delle tematiche a cui lo spettatore si trova di fronte.

Wim Wenders Lounge Painting

W.Wenders, Lounge painting #2, Gila Bend, Arizona

Grandi insegne, cartelli stradali nel mezzo di paesaggi deserti, edifici abbandonati, poltrone colorate che parlano tra loro, una vecchia libreria di libri usati…ancora una volta le sue inquadrature hanno la raffinata capacità di raccontare di un luogo, di uno spazio, di un paesaggio, e saperti far intravedere e immaginare la loro storia.

“La macchina fotografica rende possibile l’arrivare in un luogo”

Questo mi piace di Wim Wenders: attraverso la sua fotografia riesce a far rivivere un luogo che altrimenti rimarrebbe dimenticato. Mi ha fatto riflettere sui tanti luoghi abbandonati o dimenticati del nostro Bel Paese: vuoti urbani, paesini e borghi arroccati, paesaggi che solo l’Italia può offrire e che agli architetti di oggi spetta mantenere e tutelare. Con la macchina fotografica si può far sì che un luogo non venga dimenticato, ma all’Architettura spetta il compito di farli rivivere.

all images courtesy of Wim Wenders via: official site

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