INTONACI NATURALI – PARTE I

Gli intonaci naturali, una risorsa del passato per guardare il futuro!

In primavera di quest’anno, (anzi quello scorso!) mi sono regalata un corso di intonaci naturali, in particolare a base di calce naturale, organizzato dalla associazione autocostruzione solare. Eravamo in una bellissima location tra le colline piemontesi, al Munlab di Torino, dove una vecchia fornace è stata trasformata in un Ecomuseo dell’Argilla dove si svolgono workshop, laboratori e diverse attività. Da visitare—sbirciate qui!

munlab torino intonaci naturali

Munlab di Torino

Tornando al mondo degli intonaci [1], ho scoperto che in commercio si trovano quasi esclusivamente intonaci premiscelati, già pronti per essere usati aggiungendo solo acqua, mentre in antichità si preparavano quasi sempre in cantiere. In realtà anche oggi si possono ancora realizzare “intonaci naturali” utilizzando materiali 100 % naturali come facevano gli antichi.

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Diversi tipi di leganti e aggregati _ Munlab

E proprio di questi vi voglio parlare, perché sono più sani, durano più a lungo e possono essere realizzati con diversi aggregati per ottenere risultati differenti. Infatti a seconda del legante[2] con cui viene realizzato (calce, cemento, gesso, argilla), e gli aggregati[3] che vengono aggiunti (sabbia, ghiaia, paglia, ecc…), ogni intonaco avrà particolari caratteristiche che possono essere scelte in base agli ambienti dove si devono utilizzare o per l’effetto che si vuole ottenere. Possono essere rustici e grezzi o lisci e lucidi, impermeabili adatti per ambienti umidi come i bagni e resistenti agli agenti atmosferici caratteristica fondamentale per gli intonaci esterni. E allora come mai non sono molto usati? Beh perché in alcuni casi richiedono pazienza per poterli realizzare, più tempo per stenderli, quindi più manodopera, e tecniche accurate (ovvero manodopera specializzata) ma non per questo difficili (ci sono riuscita anche io grazie all’aiuto di Danilo Dianti!).

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Tavolette di intonaco di calce _ Munlab

Tra gli intonaci naturali impermeabili i più famosi sono il Cocciopesto di origine romana e il Tadelakt di origine marocchina.L’impermeabilità di una superficie dipende non solo dai materiali utilizzati ma anche da come viene steso l’intonaco e dalla chiusura dei pori della superficie: ovvero più è liscia e levigata (pori chiusi) e più questa diventa impermeabile. Ve li descrivo in breve per farvi venire un po’ di voglia di usare questi materiali naturali…

 

  1. Tadelakt

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Bagno in Tadelakt _ fonte immagine qui

La calce va impastata con acqua senza l’aggiunta di nessun altro materiale, per poi essere applicata in un unico strato, schiacciata, levigata e lucidata con pietre e l’ausilio di sapone nero, ottenendo così una superficie impermeabile, battericida e funghicida. In passato con questa tecnica si rivestivano ambienti umidi come gli hammam. Voi dove lo potreste utilizzare? Beh in ambienti umidi come il bagno è perfetto! Potreste impiegarlo non solo per realizzare il rivestimento di pareti o pavimento del vostro bagno, ma anche vasche e docce o addirittura lavabi. Infatti, sarebbe perfetto per questi grazie alla sua caratteristica di impermeabilità, che gli deriva dal particolare sapone naturale a base di olio di oliva e di potassa, che è 100%  d’origine vegetale, utilizzato nel suo impasto.

  1. Cocciopesto

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È composto da frammenti di laterizi (tegole o mattoni) minutamente frantumati e malta fine a base di calce aerea. In passato era utilizzato come rivestimento impermeabile per pavimenti sia interni che esterni, ma anche per il rivestimento di pareti (ad es. di cisterne).

intonaci naturali cocciopesto

Foto di autocostruzionesolare

Le sue caratteristiche principali sono di traspirabilità e igroregolazione (regolazione dell’umidità), oltre ad essere impermeabile come il Tadelakt. Quindi grazie a queste diverse caratteristiche potreste usarlo sia all’interno che all’esterno della casa, ed è particolarmente indicato per le pareti caratterizzate da umidità di risalita, utilizzando ad esempio un intonaco di cocciopesto a poro aperto che consente alla parete di traspirare.

Il Tadelakt si può realizzare in diversi colori in base al tipo di pigmento (naturale anch’esso) che si aggiunge all’impasto, mentre il Cocciopesto si presenta rosa o giallo a seconda dei laterizi utilizzati (coccio pesto piemontese è più tendente al rosso mentre quello toscano al giallo).

Ma il mondo degli intonaci naturali non finisce qui…ce ne sono di tutti i tipi, ad esempio guardate che bello se alla calce si aggiunge un po’ di paglia.

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Intonaco a base di calce naturale con paglia

Ma di questi ve ne parlerò la prossima volta!

 

 

[1] Cos’è l’intonaco? E’ lo strato di rivestimento protettivo delle murature. Anzi viene steso in più strati (rinzaffo, arriccio, intonachino), come prescriveva Vitruvio, e lo si può immaginare come “la pelle dell’edificio”.

 

[2] Legante: una sostanza che, impastata con acqua dà origine ad una massa plastica, subisce con il tempo un progressivo processo di irrigidimento fino a raggiungere un’elevata resistenza meccanica. Si dividono in leganti aerei (fanno presa con acqua e induriscono a contatto con aria) ad esempio calce, gesso e cemento magnesiaco; e leganti idraulici (fanno presa e induriscono a contatto con acqua) ad esempio calce idraulca e cemento.

 

[3] Aggregato o inerte: materiali minerali granulari particellari grezzi usati nelle costruzioni e possono essere naturali, artificiali o riciclati da materiali precedentemente usati nelle costruzioni. Ad esempio sabbia, ghiaia, argilla espansa.

 

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