quando infilarsi un paio di galosce

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Fin da piccola il mio umore è stato molto influenzabile dal tempo. Sono nata nella calda e solare città degli acquedotti, delle cupole e dei vicoli con i cubetti di basalto, passeggiavo tranquilla per i grandi giardini e i sette colli quando un giorno mio papà decise di spostare tutta la famiglia nella città che aveva una grande chiesa con le guglie ed un castello. Il giorno della partenza sia io che il mio fratellino eravamo molto tristi, così tristi perché sapevamo che non avremmo più potuto giocare nel parco dietro casa insieme ai nostri amici, camminare per le strade giocando a nascondino dietro ai vicoletti, o saltare giocando “a campana” nel cortile sotto casa. Nello stesso tempo eravamo molto ansiosi di conoscere la nuova città dove insieme ai nostri genitori avremmo trascorso le giornate avvenire. Sopratutto io ero molto eccitata perché la mia curiosità era stata sollecitata da un piccolo regalo. Non capivo il perché la mia zia preferita mi avesse regalato proprio un paio di galosce; è vero erano di un bel colore ma non il mio preferito. E così dopo qualche giorno scoprii che un paio di galosce gialle è proprio quello che ci vuole per poter affrontare una giornata di pioggia nella grigia città di Milano, che poi tanto grigia non lo è se la si attraversa con un paio di galosce gialle ai piedi e tanta voglia di conoscere e scoprire i suoi palazzi, le sue vie, la sua storia. Questo è quello che cerco sempre di portarmi dietro quando affronto un nuovo viaggio, quando vado a visitare una città mai vista, quando mi perdo per una mostra, quando scopro un nuovo gioco…e questo è quello che vorrei regalare a tutti coloro che hanno voglia di indossare un paio di galosce gialle!

foto: GAP via marieclaire

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