piccole galosce

Giocare naturale con Mari e Munari

5 giochi per i bambini e la loro fantasia

Con quest’articolo inauguro una rubrica interamente dedicata ai bambini e al “giocare naturale”, che per me significa non solo usare materiali naturali, riciclabili e prodotti con attenzione per l’ambiente, ma soprattutto che stimolino la loro fantasia e creatività!

Il mondo del gioco non è poi così lontano da quello dell’abitare e del progettare. Architetti e designer si sono spessi cimentati con il mondo dei bambini e dei loro giochi, e si sono trovati a progettare per i bambini. Primi tra tutti i designer Bruno Munari, di cui vi ho già parlato qui, ed Enzo Mari.

Giocare sinonimo di ?

Mi sto chiedendo da un po’ di tempo quali siano i giochi con cui i miei figli si divertono di più, con cui “giocare” diventa sinonimo di “sperimentare”, “immaginare” e “inventare”.

Ad esempio a casa dai nonni i miei figli passano tantissimo tempo con un gioco tutto di legno che avevo quando ero piccola: una casetta al cui interno si trovano alcuni protagonisti del circo, dall’elefante all’equilibrista, dalla foca al pagliaccio, tutti incastrati tra loro e con cui, una volta tirati fuori, puoi immaginare un’infinità di situazioni.

Questo mi ha fatto riflettere. Quante volte invece quando compriamo dei giochi per i nostri figli, essi diventano spettatori e non più attori del loro gioco?

Così mi sono ricordata di una scatola in legno al cui interno si trovano 16 animali, Gioco dei 16 animali, progettato dal designer Enzo Mari nel 1957 per l’azienda Danese. In quel periodo Danese avvia una serie di sperimentazioni nella produzioni di giochi per bambini. E la sperimentazione inizia proprio con questo gioco “puzzle”.

Enzo Mari e Bruno Munari hanno in quegli anni progettato una serie di giochi all’avanguardia per quel periodo storico, in cui i giocattoli tradizionali erano monofunzionali e i bambini venivano visti come “soggetti consumatori” (ancora oggi non ci siamo molto liberati da questa idea purtroppo!). I giochi progettati dai due designer avevano invece la caratteristica comune di lasciare al bambino il ruolo di protagonista, con la possibilità di dare infinite interpretazioni, immaginare e inventare.

Ve ne propongo 5 scelti tra i tanti progettati da questi due designer, che possono essere caratterizzati sotto la categoria del “giocare naturale“, ovvero sperimentare, immaginare e giocare con materiali naturali.

1) Gioco dei 16 animali

Progettato da Enzo Mari e prodotto dall’azienda Danese nel 1957.

Materiale: legno di rovere.

E’ il mio preferito in assoluto. E’ un gioco “puzzle”. Sono 16 animali che “abitano” insieme in una scatola di legno. A partire da pochi elementi puoi creare un mondo di nuove avventure sempre diverse. Purtroppo non economico, più che un gioco è diventato un elemento di design (infatti ne vengono prodotti 200 esemplari all’anno!)

Enzo Mari lo descrive in modo semplice così: “La scatola che li contiene è di circa 30 x 40 cm, lo spessore degli animali 3 cm, così possono stare in piedi, essere disposti in modi divertenti e inaspettati, e diventare gli attori di una commedia dell’arte, il cui regista è il bambino.”[1]

E’ interessante come tipologia di gioco dove viene lasciato libero spazio alla fantasia e all’immaginazione. Oltre a stimolare la creatività del bambino non solo durante il suo impiego, ma anche nel mettere in ordine gli animali, riposizionandoli all’interno della scatola e trovando il giusto posto a incastro!

2) Trasformazioni

Progettato da Bruno Munari insieme a Giovanni Belgrano nel 1975, e prodotto da Corraini Edizioni.

Materiale: carta.

Questo gioco parte dalla natura e dal mondo che ci circonda. Semplici carte in formato quadrato, con elementi come albero, foglie, animali, con le quali si possono creare diverse storie e immagini.

Con queste carte il bambino ancora una volta sperimenta, accresce la propria fantasia e impara giocando.

3) Più e meno

Progettato sempre da Bruno Munari nel 1970, e prodotto da Corraini Edizioni.

Materiale: carta trasparente.

In questo gioco le immagini sono stampate su carta trasparente, così da poter ottenere l’immagine completa sovrapponendo le diverse carte. Sovrapponibili e componibili a piacere, aggiungendo o togliendo le carte. Ancora una volta a partire dal gioco si possono raccontare storie, dove l’immaginazione è la protagonista fondamentale senza la quale non si può giocare!

4) Il gioco delle favole

Progettato da Enzo Mari tra il 1957 e il 1965 e prodotto da Corraini Edizioni.

Materiale: carta rigida.

Si tratta di una serie di lastre alte 20 cm e lunghe 50 cm. Su queste lastre vi sono stampati, su entrambi i lati, dei disegni di animali, alberi, piante, a simulare lo scenario di una favola, e hanno due incisioni laterali che consentono di incastrarle tra loro, come delle “quinte tridimensionali”. Grazie a queste incisioni il bambino è libero di creare infinite combinazioni e infinite favole. Le favole sono tante quante sono le possibili combinazioni tra le tavole, e soprattuto quanto è grande l’immaginazione del bambino.

5) Il posto dei giochi

Progettato da Enzo Mari tra il 1961 e il 1967, prodotto da Corraini Edizioni.

Materiale:  foglio di cartone ondulato.

Più che un gioco è un’attrezzatura per bambini, composta da un unico foglio in cartone cannettato, materiale leggero e atossico piegabile a fisarmonica, un semplice paravento che può diventare ogni genere possibile e immaginabile di spazio racchiuso e abitabile.

Il bambino, attraverso la propria fantasia, è libero di organizzare il proprio habitat.

Molti di questi giochi ci danno anche spunti per poter organizzare giochi a partire da materiali semplici come il cartone. Per gli adulti più fantasiosi si potrebbero anche proporre alcuni scenari con grandi scatole di cartone che insieme ai bambini possiamo far diventare una barca o un castello!

Che cos’è “giocare” per Bruno Munari e Enzo Mari

Mi piace concludere questo articolo con due citazioni, una di Bruno Munari e una di Enzo Mari, per ricordarci cosa sia lo spirito dell’infanzia e il gioco.

“ È una faccenda molto seria: il gioco non gli serve a passare il tempo, ma a capire il mondo.” Enzo Mari [1]

“Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita, vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare.” Bruno Munari

Se volete approfondire la figura di Bruno Munari, uno dei massimi protagonisti dell’arte e del design del ‘900, che ha dedicato la propria attività alla ricerca e creatività, in particolare anche al mondo del bambino e dei giochi, potete visitare la pagina di MUNART, dedicata interamente a lui, il sito l’Associazione Bruno Munari fondata dal figlio che si occupa di diffondere le sue opere e il Metodo Bruno Munari®. Infine potete leggere il mio articolo A merenda con Bruno Munari, in cui vi ho parlato di Munari come progettista.


[1] ENZO MARI, 25 modi per piantare in chiodo, ediz. Mondadori, Milano, marzo 2011, 1° ediz., pag. 36.

Bibliografia:

CASCIANI STEFANO, Arte industriale, Gioco oggetto pensiero, Danese e la sua produzione, Arcadia edizioni, 1988, Lissone, pagg. 112-133
MUNARI BRUNO, Codice ovvio, Einaudi Letteratura, Torino, 1981, pagg. 14 – 15, 66- 69.
MENEGUZZO MARCO, Bruno Munari, Editori Laterza, 1993, Bari, pagg. 44 – 45, 80 – 81

Link:

https://www.corraini.com/it/autori/scheda/125/Bruno-Munari

http://www.brunomunari.it/index2.htm

http://www.munart.org/

https://www.unirc.it/documentazione/materiale_didattico/597_2012_322_15374.pdf

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