• disimpegno asse equilibrio
    abitare naturale,  arredo,  interior,  photography

    “Abitare le case” in quarantena: gli spazi della casa.

    L’anima della casa

    Sono passati più di quaranta giorni dalla prima volta in cui ci siamo interrogate, durante la quarantena, di come stessimo vivendo le nostre case. Abbiamo ricevuto molte foto e spunti interessanti da colleghi, amici, lettori e altre famiglie. Qui proviamo a riassumere quali sono stati i diversi modi di “abitare le case”, e quali riflessioni potrebbero accompagnarci per il futuro.

  • abitare le case in quarantena
    abitare naturale,  arredo,  interior,  photography

    “Abitare le case” in quarantena

    Come stiamo vivendo le nostre case in questi giorni di “quarantena”? Quali sono gli spazi che amiamo delle nostre case? Quali quelli che non avremmo proprio scelto che fossero così? Le consideriamo nostre alleate, la nostra terza pelle? O finiamo per sentirle come delle prigioni? Da qui l’idea di osservare le nostre case in questi giorni di quarantena, di studiare i diversi modi di “abitare le case”.

  • piante da appartamento
    abitare naturale,  piante

    Una casa naturale: le piante e i loro super poteri per purificare l’aria!

    Come purificare l’aria con le piante e contrastare l’inquinamento indoor.

    Una casa naturale anche in città può esistere e forse deve esistere. Il modo più semplice è quello di riempirla di piante. Le piante hanno dei super poteri, tra i tanti quelli di aiutare a purificare l’aria delle nostre case o uffici. E allora perché non usarle? Con le piante da interni possiamo rendere i nostri ambienti più sani e naturali perché sono capaci di assorbire alcuni inquinanti che purtroppo ci circondano! Vi riporto le piante che la Nasa ha studiato e analizzato come le migliori per purificare l’aria degli ambienti interni.

  • arredo,  design,  Uncategorized

    AUTOPROGETTAZIONE AL FUORISALONE 2015

    Quest’anno al Fuorisalone 2015 nella suggestiva cornice di Palazzo Clerici a Milano, alcuni “oggetti” hanno attirato la mia attenzione. Tutti avevano un comun denominatore: l’interazione tra designer e fruitore, ovvero un’attenzione particolare per l’ “autoprogettazione” per dirla alla maniera di Enzo Mari.