architettura naturale

Architettura Sostenibile, Bioarchitettura, Architettura Bioecologica e Naturale: definizioni e principi.

Cosa significa architettura sostenibile?

Architettura Sostenibile, Naturale, Ecologica, Bioarchitettura. Vengono spesso usati come sinonimi creando una gran confusione. Ogni termine però indica un aspetto particolare e diverso l’uno dall’altro.

Volete capire quando una casa è davvero sostenibile?

Approfondiamo partendo dalla terminologia e dalle definizioni.

Terminologia

Proviamo a partire dalle terminologia base cercando di fare un po’ di chiarezza tra architettura sostenibile e bioarchitettura, architettura naturale e bioecologica.

Architettura: arte del costruire

Sostenibile: riferito generalmente al contenimento dei consumi energetici in fase di utilizzo e alla riduzione di C02.

Eco: rapportato in modo corretto ed equilibrato all’ambiente naturale.

Bio: relativo agli organismi viventi e ai loro processi vitali. (1^ accezione dizionario Garzanti)

Bio : intervento relazionato in modo salubre sia all’abitante nella fase di utilizzo che al sistema antropizzato e naturale nella fase di vita. (accezione InbarMI*)

Naturale = secondo natura, che impara dalla natura


Definizioni a cura di: Arch. Donatella Wallnofer, Il nuovo costruire efficiente e sostenibile per Itinerari di Bioarchitettura, InbarMI

* InbarMI: Istituto Nazionale Bioarchitettura Milano

Alcune definizioni

C’è una grande confusione quando si parla di Architettura Sostenibile, Bioarchitettura o Bioedilizia, Architettura Naturale e Bioecologica.

Se si cerca sul web la definizione di ognuna si trovano davvero tante informazioni che però anziché chiarire, confondono un lettore non esperto.

Provo a riportare definizioni sintetiche e chiare per ognuna di esse.

Architettura Sostenibile

“Per a. s. si intende una modalità di approccio al progetto che, riferendosi al concetto di sostenibilità definito nel 1987 dalla Commissione mondiale su ambiente e sviluppo dell’UNEP (United nations enviroment program) nel Rapporto Brundtland (Our commun future), persegue l’obiettivo di realizzare un’architettura compatibile non solo con la vita dell’uomo e le sue attività ma anche con l’ambiente naturale e, più in generale, con il contesto in cui si inserisce.” [1]

Il “rapporto Bruntland” (1987) definì SVILUPPO SOSTENIBILE lo sviluppo che risponde alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze.

In sintesi: attenzione alle risorse energetiche e al consumo di un edificio.

In Italia esiste la certificazione CasaClima che è una certificazione di sostenibilità.

Bioarchitettura

Alla base della bioarchitettura c’è l’idea di “costruire per rispettare l’uomo e l’ambiente“, attraverso alcuni principi derivanti dalla conoscenza del luogo e della natura.

“Si definisce Bioarchitettura® l’insieme delle discipline che attuano e presuppongono un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ecosistema ambientale. In una visione caratterizzata dalla più ampia interdisciplinarietà e da un utilizzo razionale e ottimale delle risorse, la Bioarchitettura® tende alla conciliazione ed integrazione delle attività e dei comportamenti umani con le preesistenze ambientali ed i fenomeni naturali. Ciò al fine di realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale e futura”. [2]

In sintesi: progettare seguendo principi quali il rapporto edificio-ambiente, l’orientamento edificio, la disposizione degli ambienti, la ventilazione naturale, l’isolamento termico, l’utilizzo di materiali ecologici e rispettosi dell’ambiente, il recupero delle acque piovane e bianche, l’impiego di schermi solari e infine l’uso di energie rinnovabili solitamente quelli più utilizzabili nelle abitazioni sono pannelli fotovoltaici e pannelli solari.

In Italia l’architetto Ugo Sasso fonda nel 1991 a Bolzano l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura.

Architettura Bioecologica

L’Architettura Bioecologica è un’Architettura fatta per la protezione della vita; attenta e rispettosa alla qualità della salute di utenti ed abitanti negli ambienti costruiti, in grado di creare edifici ed abitati che siano dei veri e propri organismi viventi (bio); impegnata a realizzare, sotto tutti i punti di vista, un armonico equilibrio con i luoghi nei quali i manufatti si inseriscono e necessariamente trasformano (ecologica). [3]

In Italia esiste ANAB- Associazione Nazionale Architettura Bioecologica – che nasce nel 1989 come prima Associazione nazionale del settore.

Architettura Naturale

Termine coniato da ANAB- Associazione Nazionale Architettura Bioecologica. Con questo termine vuole segnare la distanza da chi, soprattutto in edilizia, facendo leva su una crescente e diffusa sensibilità ambientale, propone una sostenibilità solo di facciata banalizzando un serio e completo approccio bio-ecologico.

Non viene data da Anab una definizione di Architettura Naturale, ma sicuramente si può parlare di un’architettura che si ispira al mondo naturale nella costante ricerca di materiali naturali, che possano essere impiegati all’interno dell’architettura per garantire un interno salubre e salutare.

Infatti Anab si occupa anche di certificare prodotti. L’attività di certificazione di ANAB si svolge dal 2004 grazie ad un accordo con ICEA, istituto accreditato per la certificazione di prodotti biologici e naturali. 

ANAB fornisce gli standard di prodotto, mentre ICEA effettua le attività di certificazione e le verifiche sui materiali e sui processi produttivi.


[1] http://www.treccani.it/enciclopedia/bioarchitettura_%28Enciclopedia-Italiana%29/

[2] http://www.bioarchitettura.it/istituto/inbar/istituto/

[3]http://www.anab.it/testo/show/id/504edf7985d03/Architettura_bioecologica_e_architettura_naturale.html

Architettura sostenibile ma non solo

In sintesi, possiamo dire che l’architettura sostenibile è attenta a realizzare edifici che minimizzino l’impiego di energie, attraverso diversi principi quali efficientamento energetico, materiali isolanti, massime prestazioni dell’involucro.

Un’architettura sostenibile non è però necessariamente una architettura bioecologica, nel senso di attenta alla qualità della salute di utenti e abitanti e che si rapporta in maniera equilibrata con l’ambiente naturale.

E viceversa non tutto ciò che è naturale, è necessariamente sano per chi abita un determinato ambiente. Pensiamo ad esempio all’amianto o al radon, entrambi materiali naturali ma non sani per l’uomo.

In generale quello che vi posso consigliare se siete alla ricerca di una casa o di prodotti per la casa, dall’arredo alle finiture, è quello di non fermarvi alle etichette di “bio” o “sostenibile” che spesso vengono aggiunte solo per attirare clienti. Provate ad approfondire facendo domande: perché è sostenibile o bio?

Cercate di capire se un determinato prodotto è veramente sano per voi e per l’ambiente. Guardando le etichette, un po’ come si fa con il cibo. E facendoci aiutare dalle certificazioni. Di cui qualcosa ho accennato in questo articolo, ma approfondirò prossimamente.

Solo così possiamo far parte di un processo di cambiamento, che parte dal basso, cioè da ciascuno di noi!

Immagine di copertina: Casa con tetto verde in Norvegia, foto di Chiara Baravalle

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